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Salute

Nuove speranze contro il tumore alla prostata

Di Redazione5 gennaio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Un ricercatore al lavoro

TORINO — Nuovi passi in avanti nella lotta al tumore della prostata. I ricercatori dell’Istituto superiore di sanità (Iss) in collaborazione con l’ospedale San Giovanni Bosco di Torino e l’Istituto Oncologico del Mediterraneo di Catania, hanno scoperto il meccanismo genetico che regola l’aggressività di questi tumori.

Il meccanismo è basato sul comportamento di due geni chiamati micro-Rna15a e micro-Rna16, contenuti in una regione del cromosoma 13, che agiscono sulla sopravvivenza e la proliferazione delle cellule. Lo studio delle mutazioni di questi geni permetterà di stabilire il grado di pericolosità delle neoplasie e aprire la strada a nuovi metodi di cura.

Secondo la ricerca – finanziata con un accordo Italia-Usa e dall’Airc (l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro), i micro-Rna possono essere reintrodotti nei tessuti malati e riprendere la loro funzione di freno anticancro. Dai test effettuati pare infatti che la loro reintroduzione arresti la crescita e provochi la morte delle cellule tumorali, facendo di fatto regredire la neoplasia.

In Italia, ogni anno, ci sono 44mila nuovi casi di tumore della ghiandola prostatica. E, nonostante l’aumento delle diagnosi precoci grazie al dosaggio del Psa (l’antigene prostatico specifico), la patologia rappresenta ancora la seconda causa di morte da tumore per gli uomini.

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