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Moda

Abiti di orbace per combattere la crisi

Di Redazione27 ottobre 2008 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
gomitoli di lana colorata

Gomitoli di lana

CERNOBBIO — Il tailleur di orbace, il giaccone sportivo orbace di pecora sarda, il gilet di pecora di Zeri e la giacca di lana cotta da pecora massese sono alcuni dei capi della prima collezione uomo e donna ottenuta da fibre “autarchiche”, presentata nel corso del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione organizzato dalla Coldiretti a Cernobbio.

L’orbace viene ottenuta attraverso un particolare tipo di lavorazione della lana da cui si ricava un panno robusto e impermeabile. Questa particolare fibra era molto diffusa nel Ventennio fascista ed ebbe una grande diffusione soprattutto per la realizzazione delle uniformi.

Vista la crisi economica in corso in Italia, secondo Coldiretti gli oltre 8 milioni di pecore presenti nel nostro Paese potrebbero garantire una produzione annua di 6mila tonnellate di lana, grazie alle quali sarebbe possibile confezionare 3 milioni di abiti “a chilometro zero”.

Questo darebbe sicuramente un contributo al rilancio della moda Made in Italy e sarebbe motivo di sviluppo per le imprese agricole. Inoltre, secondo uno studio del Cnr-Ibimet, l’impiego di una certa tipologia di abbigliamento in lana porterebbe effetti positivi anche per la salute.

Per prima cosa, per esempio, permetterebbe di abbassare di circa 2 gradi il riscaldamento nelle abitazioni con un conseguente risparmio di gas a effetto serra. E inoltre, altro effetto positivo riguarda il fatto che le fibre ricavate dagli animali hanno il pregio di evitare il rischio di allergie.

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