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Prima periferia

Inceneritore: Dalmine dice “no” alla terza linea

Di Redazione28 giugno 2008 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'inceneritore della Rea di Dalmine

L'inceneritore delle Rea a Dalmine

DALMINE — I cittadini non avevano dubbi e non ne ha avuto nemmeno il consiglio comunale. Dalmine dice “no” secco all’ampliamento dell’inceneritore della Rea. Secondo quanto stabilito dall’assise, l’impianto attuale è più che sufficiente per soddisfare lo smaltimento di rifiuti del territorio bergamasco, quindi “niet” alla terza linea di produzione che sarebbe andata a sommarsi alle due attuali.

Ci hanno provato i tecnici della Provincia a snocciolare i dati. Secondo calcoli e le stime, tutte loro, da qui al 2013 la produzione di rifiuti potrebbe crescere, nella peggiore delle ipotesi, del 15 per cento. Da qui la necessità di ampliare l’inceneritore di Dalmine. Ma la gente non l’ha bevuta, anzi. Il sindaco Francesca Bruschi e il consiglio comunale hanno chiuso la partita con un “no” inequivocabile a un potenziamento che porterebbe sull’impianto di Dalmine quasi il doppio delle tonnellate (dalle 440 odierne alle 710 previste al giorno). 

L’ipotesi di una terza linea dunque subisce uno stop. Anche se la Rea non getta la spugna e l’assessore provinciale all’ambiente Alessandra Salvi si dice attendista: “Valuteremo”.

Certo è che a Dalmine di potenziare ulteriormente quell’inceneritore proprio non ne voglione sentir parlare. Stretti fra la A4 e la ex statale 525, con la presenza di industrie e di impianti a forte impatto ambientale, i dalminesi stavolta levano gli scudi: “Vista l’attuale situazione ambientale – dice il sindaco Bruschi – non possiamo permetterci un grammo d’inquinamento in più. Il sistema attuale è già più che sufficiente a smaltire le richieste di incenerimento della Bergamasca”. 

Il timore, neanche tanto velato, è che “installare una terza linea a Dalmine significherebbe far diventare per sempre quest’impianto l’inceneritore di altre province”. Cosa che peraltro accade già, visto che oltre a 207 comuni bergamaschi negli ultimi due anni l’inceneritore della Rea Ë servito anche alle province di Lecco. Sondrio e Varese. E talvolta per l’emergenza rifiuti della Campania.

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