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Cultura

Scienza: gli albori e la nascita dell’elicottero

Di Redazione10 febbraio 2008 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
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Il Fock Wulfe Fw-61

BERGAMO — Nonostante i velivoli ad ala fissa abbiano ricevuto le maggiori attenzioni degli storici, pochi sanno che il volo con elica rotante è stato il primo preso in considerazione dall’uomo.

Fin dall’antichità, i cinesi utilizzano giocattoli con elica a molla in grado di sollevarsi una volta posta in rotazione a grande velocità. La vera e propria intuizione sulle potenzialità di quel curioso modo di volare, tuttavia, è del 1500. In quell’epoca il grande scienziato italiano Leonardo Da Vinci usò la sua fervida immaginazione per disegnare e progettare quello che oggi è comumente conosciuto come elicottero.

I disegni tecnici di Leonardo, così come quelli di molti altri in seguito, stabilivano con precisione la teoria del volo in elicottero, ma erano del tutto inattuabili dal punto di vista pratico. Inaltre parole, le teorie erano buone per far muovere i modellini. Ma quanto a farne un mezzo di trasporto…

Molti modelli straordinari furono sviluppati da un numero crescente di scienziati e pensatori. Ma tutti i pionieri mancavano di due elementi: una vera e propria comprensione della natura della portanza e un adeguato motore.

La chiave di volta fu individuata solo nel 19esimo secolo, con l’invenzione dei motori a combustione interna. Attraverso questi, i pionieri dell’aviazione svilupparono modelli di dimensioni reali con un’adeguata forza motrice. E fu proprio allora che emersero le maggiori difficoltà tecniche per la realizzazione di un elicottero. A partire dalla torsione, un effetto prodotto dal rotore che spinge verso la rotazione anche la fusoliera, in direzione opposta rispetto a quella del motore.

L’inizio del ventesimo secolo vide i pionieri sperimentare e risolvere molti dei problemi che venivano alla luce appena risolta la questione precedente. In quel periodo, la frase più in voga fra scienziati e tecnici che si occupavano di questa materia era: “un passo avanti e due indietro”. L’asimmetria del sollevamento, ovvero l’azione che tendeva a mandare in rotazione i primi elicotteri, mise a dura prova l’arguzia dei pionieri del volo fino all’invenzione dello swashplate (il disco inclinato). Il disco inclinato, con il suo controllo ciclico d’inclinazione, consentiva di cambiare l’inclinazione delle pale del rotore, in maniera che la spinta al sollevamento fosse ugale da entrambe i lati dell’asta centrale.

Comunque, nonostante i problemi tecnici all’ordine del giorno, il 13 novembre del 1907 il francese Pual Cornu riuscì a far sollevare da terra un elicottero a doppio rotore. E lo fece volteggiare a qualche metro dal suolo per alcuni secondi. La via alla costruzione di velivoli sempre più complessi e affidabili era aperta.

Dopo Cornu, vennero progettati e prodotti molti modelli, ma non ci furono grandi passi in avanti fino all’arrivo di un altro pioniere del volo francese: Etienne Oehmichen, che divenne il primo uomo a far volare un elicottero per un chilometro, su una pista recintata, nel 1924. Lo storico volo durò 7 minuti e 40 secondi.

Da qual momento in poi lo sviluppo di nuovi velivoli fu veloce quanto furioso. Fra le innovazioni più significative nello sviluppo del volo verticale ci furono quelle dello spagnolo Juan de la Cierva. Il suo progetto, denominato autogyro o giroplano, non era un vero e proprio elicottero ma il suo contributo fu determinante per i velivoli successivi. Diversamente da un elicottero, il rotore del giroplano era guidato solo dall’aerodinamica quando il velivolo era in volo. Mentre la spinta di salita era fornita da un motore simile a quello montato sugli aerei ad ala fissa.

Nel 1936, molti dei problemi tecnici avevano trovato finalmente soluzione. Con l’introduzione del tedesco Focke-Wulf Fw 61, il primo vero elicottero diventava realtà e il volo verticale non era più un sogno.

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